
Le origini di Piazza Armerina risalgono sicuramente
al periodo Normanno anche se esistono altre tesi che datano,
la fondazione della città al V° secolo a.C. ad opera di un
insediamento di Plateesi, cittadini di Platea, centro della
Beozia, ai tempi della guerra del Peloponneso.
Si trovano,
però testimonianze archeologiche soltanto nella Villa Imperiale
del III/ IV secolo d.C. ai piedi del Monte Mangone in contrada
Casale.
Piazza Armerina ebbe il suo massimo splendore in epoca
medioevale al tempo del Conte Ruggero Normanno liberatore
del sito dalla tirannide saracena ed ebbe parte attiva negli
avvenimenti della storia siciliana: nel 1296 Federico III
d'Aragona vi convocò il parlamento per decidere la guerra
contro il fratello Giacomo e Carlo d'Angiò che si accingevano
alla conquista dell'isola; nel 1299 fu assediata dagli Angioini
ma invano.
Più tardi divenne importante centro militare e
svolse un suo ruolo importante fra le alterne vicende politico-militari
del periodo svevo, francese e spagnolo. Raggiunse, altresì,
un enorme sviluppo con il commercio di grano e l'opulenza
delle famiglie nobiliari determinò una fiorente edilizia che
trovò la sua migliore espressione nella costruzione di belle
chiese e palazzi patrizi di stile barocco, che restano tuttora
a testimonianza di una raffinatezza di stile e di arte di
ottimo gusto. Ancora nella sua storia, Piazza Armerina partecipò
ai movimenti del Risorgimento italiano con adesione spontanea
di popolo e nobili, manifestando un culto del sentimento nazionale
e dell'amore patrio che portò i suoi cittadini a partecipare
con Garibaldi alle battaglie per l'unità d'Italia. Ritornando
ai nostri giorni la città, al turista meno frettoloso, offre
il piacere di una passeggiata nel centro storico, d'impianto
medioevale, accolto dalla generosa e cordiale ospitalità che
contraddistingue il piazzese.
Il dialetto piazzese è di origine
gallo-ltalica viene ancora parlato dai vecchi ed è piacevolissimo
d'ascoltare. Il soggiorno in città è gradevole ed il servizio
reso dagli albergatori e ristoratori è qualificato ed anche
economico. Le vie del centro sono abbellite da innumerevoli
vetrine di punti commerciali di vario genere dove è conveniente
fare shopping. La città è, inoltre, circondata da boschi di
eucaliptus, abeti, pini, castagni, querce e da un bellissimo
sottobosco di felci ed altre piante. Fra i sentieri dei boschi
è possibile praticare il trekking e il ciclismo in mountain
bike oppure effettuare delle semplici passeggiate per vivere
una vacanza serena. Il periodo aprile/dicembre è ricco di
manifestazioni culturali, folkloristiche e di ricorrenze
religiose. Fra le più importanti la festa della Madonna di
Piazza Vecchia che si celebra il 3 maggio, il Palio dei Normanni
(13 e 14 agosto), Cortili e Balconi fioriti (fine maggio).
Come si può constatare la città offre richiami culturali
e folkloristici per il visitatore attento e alla ricerca di
un soggiorno rilassante.
"Plutia"
"Il nome deriva dal latino medioevale Plàtea (che indica la
piazza del mercato), cui nel 1862 fu aggiunto Armerina, che
deriva dal "castrum armorum", che fu il centro fortificato
dai Normanni come "castello delle armi", edificato nell'XI
secolo.
Questo importante centro ennese ebbe numerose immigrazioni
lombarde nel periodo normanno e, pertanto, vi si parla il
"gallo - italico", che è uno speciale dialetto lombardo -
siculo, che si usa anche a Nicosia, nell'ennese, a Randazzo,
nel catanese e a San Fratello, nel messinese.
Il monumento
più illustre e più straordinario di Piazza Armerina sono gli
ampi mosaici, veramente eccezionali, che si trovano tra i
noccioleti della località Casale, in una vasta villa romana
del IV secolo dopo Cristo, appartenuta a Massimiliano Erculeo
amministratore e grande impresario romano, che forniva le
belve africane per gli spettacoli circensi, di cui i grandiosi
mosaici fanno vedere le varie fasi della cattura, dell'imbarco
sulle navi e del trasporto verso le grandi città romane che
offrivano questi spettacoli circensi.
La grandiosa villa,
i cui mosaici si sono salvati perchè ricoperti da una coltre
di fango dovuta ad una alluvione avvenuta in periodo normanno,
doveva servire anche come luogo di relax per gli ufficiali
della legione romana di stanza in Sicilia; e quindi si spiegano
i mosaici che riguardano gare femminili, donne in bikini,
gare di bambini e la straordinaria riproduzione di una gara
di corsa di cocchi in un circo, completa in tutti i suoi particolari.
Particolarmente drammatica la scena che raffigura Ulisse che
fa ubriacare il Ciclope Polifemo (qui raffigurato con tre
occhi, invece che con uno solo), prima di accecarlo.
Altro
motivo di attrazione turistica per Piazza Armerina è il "Palio
dei Normanni", che si corre ogni anno in costume il 13 e il
14 agosto, per onorare la Madonna delle Vittorie, che è la
Patrona della città. Dopo una fantasmagorica sfilata in costume,
che si tiene il 13, e ricorda l'ingresso di re Ruggero il
Normanno nella città, il 14, nello stadio cittadino, si sfidano
in varie gare di abilità i cavalieri che rappresentano i quattro
quartieri cittadini; al quartiere vincitore si assegna il
Palio, che è costituito da uno stendardo che reca l'immagine
della Madonna delle Vittorie.
"Boschi"
Lo sviluppo economico-sociale di Piazza Armerina è basato prevalentemente
sul turismo che ha nella Villa Romana l'elemento di massima
attrazione e costruito, poi, sulla valorizzazione dei beni
culturali e ambientali presenti sul territorio e riconosciuti
anche a livello istituzionale.
I boschi comunali, in particolare, rappresentano dal punto
di vista ambientale e da quello paesaggistico un ecosistema
di grande rilevanza riconosciuto, nonostante la loro origine
artificiale, con l'istituzione della Riserva Naturale Orientata
di Rossomanno Grottascura Bellia che riguarda i comuni
di Enna, Aidone e Piazza Armerina.